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Verso un altro dove di Giorgio Calaresu

Più di 10 paesi in un’anno e un manoscritto ritrovato dopo 28 anni…

Mi ero proprio dimenticato di quel manoscritto e l’ho ritrovato solo dopo tanti anni. In quello raccontavo di uno dei viaggi più importanti della mia vita.

Un giorno, davanti a un caffè, nella nuova RED SABOTINO ho incontrato Dinusha, che faceva il libraio nel bistrò libreria della FELTRINELLI. Qualche giorno dopo gli ho chiesto di indicarmi qualche editore specializzato. AlpineStudio, l’editore, col quale sto pubblicando, mi fu suggerito proprio da lui che è uno specialista del viaggiare.

il libro VERSO UN ALTRO DOVE, in uscita nelle librerie a fine mese, è il resoconto di un viaggio in solitaria nei Caraibi e oltre, seguendo i miei interessi e raggiungendo , attraverso il Pacifico, anche la Cina che mi aveva sempre incuriosito.

Quel viaggio era stato concepito per realizzare una serie di progetti intimi spostandomi spesso in aereo  proprio nella direzione scelta da Cristoforo Colombo per raggiungere le Indie. Desideravo vivere una realtà caraibica che avevo imparato ad amare leggendo Gabriel Garcia Márquez.  Il mio spagnolo era buono tanto da permettermi di leggere le sue opere in originale. Inoltre mi volevo perdere tra i suoi racconti e in contemporanea vivere semplicemente in mezzo alla popolazione locale. 

Volevo anche visitare le Galápagos, il paradiso darwiniano, e rivivere le emozioni del famoso scienziato. Avevo molto apprezzato le sue scoperte, descritte parzialmente anche nei suoi diari. In Cile volevo godermi un magnifico parco naturale andino, oltre i cinquemila metri, non lontano da Arica e dirigermi poi a sud per ammirare le foreste di conifere endemiche della splendida regione dei laghi.

Con un balzo nel Pacifico mi ero avvicinato dunque alle affascinanti culture polinesiane atterrando in un’isola unica nella quale due tribù si erano combattute fino alla distruzione dell’ultimo albero per erigere gli straordinari moai, grossi monoliti raffiguranti i loro antenati. E poi ero arrivato in Polinesia francese di Paul Gauguin con i suoi fondali magici e spettacolari immersioni. Mi ero lasciato sedurre da quella natura forte proprio come Marlon Brando, inseguendo anche il mito del buon selvaggio. Attraversata la linea del cambio di data mi ero avvicinato anche alla cultura maori e alle ultime foreste primordiali. 

Ero passato brevemente per l’Australia tornando a Canberra dove avevo fatto l’importante esperienza accademica e culturale.  Quella terra mi aveva regalato, attraverso l’amico fraterno Wayne, la capacità di osare. Senza di quella forse anche quel viaggio non si sarebbe potuto realizzare. Avevo anche preparato il difficile itinerario ferroviario in Cina. Molto mi ero atteso dal grande Paese e non solo per quanto aveva scritto Marco Polo. Avevo pensato  soprattutto a quanto aveva studiato il gesuita Matteo Ricci. Quello mi aveva insegnato quanto difficile fosse da decifrare quella cultura.

Non a caso la chiave del suo successo del colto gesuita era stata la conoscenza, anche dell’astronomia, per guadagnarsi la stima della corte cinese. Quella volta avevo persino preceduto il grande regista Bertolucci, che con sensibilità aveva descritto i drammatici eventi che condussero alla creazione della Cina moderna. Prima di inserirmi in un nuovo contesto aziendale, simile a quello che già mi aveva accolto, mi ero anche concesso un glorioso finale, con un giro in motocicletta a due nella calura continentale di agosto tra Francia, Spagna e Portogallo.

Sono biologo per formazione e poi viaggiatore per lavoro e interesse visitando oltre 170 paesi in transito e non.  Tra le mie destinazioni paradisiache figurano alcune note isole dell’Oceano Indiano, dei Caraibi e del Pacifico. Pur  occupandomi di affari non ha mai dimenticato di migliorare la conoscenza della natura sul campo.  Ho raggiunto per passione anche vette particolari come quella del Kinabalu nel 1992 e del Kilimangiaro nel 2000. Le immersioni tropicali mi hanno sempre interessato, fin dalla mia prima esperienza di lavoro alle Maldive, dopo il servizio militare. 

Mi occupo ora di divulgazione naturalistica e continuo, almeno una volta all’anno e per un mese, a effettuare viaggi esotici in solitaria, con il permesso di mia moglie. Quest’anno a maggio andrò nello Sri Lanka a maggio. Nel 1973 avevo solo soggiornato a Colombo, sulla delle Maldive. Questa volta Dinusha con I go to Sri Lanka mi anticiperà preziose informazioni di chi ben conosce il Paese.

Partire per conoscere, non per evadere dalla civiltà o dalla propria cultura.  Una semplice risposta al bisogno di un genuino confronto con realtà geografiche, culturali e linguistiche diverse.

Post di Giorgio Calaresu Barberis

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