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i ballerini ballano tammurriate a pagani per festa della madonna

La festa della madonna delle galline, una delle feste popolari da non mancare

“Aprite porte, balconi e finestre. Ora, da qui passa la bella Madre. Sorelle abbiate fede! Quello è il più bel nome tra quello delle madri, Lei è la nostra madre, la Madonna dell’Arco” così inizia il canto popolare che loda la Madonna dell’Arco di Sant’Anastasia. Quella non è unica Madonna che venerano in Campania…

Il canto per madonna dell’Arco

Siamo partiti da Napoli con una Fiat Panda malandata di Roberta. In automobile eravamo: Francesco (Kama) e Federica (Fede) dietro. sul sedile posteriore, Roberta guidava e io le ero seduto accanto.

Kama dietro panda io davanti  siamo appena arrivati a pagani in macchina
Con Panda vecchia di Roberta Siamo appena arrivati a Pagani

Dopo, quasi 45 minuti, arrivammo a Pagani che si trova nella provincia di Salerno. Abbiamo parcheggiato la Panda fuori dalla città per non rimanere bloccati tra la folla che si incamminava verso il santuario della Madonna delle Galline.

Una mare di gente occupava le strade verso il Santuario. Le affollatissime stradine avevano entrambi i lati occupati dalle bancarelle che vendevano noci caramellate, castagne arrosto, tamburi,  castagnette (nacchere) per la tammurriata, panini con salsicce e friarielli (cime di rapa) oltre a immagini votive della famosa Madonna.

le strade pieno di devoti fets della madonna delle galline a pagani aprile

Per iniziare la nostra giornata ci voleva un buon caffè e così entrai nel primo bar incontrato per ordinare tre caffè, mentre Kama, Fede e Robi sedevano ai tavoli di fuori.

Non si può mai rinunciare alla colazione, oltre al buon caffè i vuole una sfogliatella appena sfornata. Ne ordinai quattro e sedetti fuori con loro.

Francesco (Kama) mentre sorseggiava il suo caffè ristretto iniziò a raccontare della festa. Durante il racconto, intervenne un signore, proprio seduto dietro di noi. Praticamente continuò la storia che avrebbe dovuto finire Kama.

“Voi giovani queste cose non le sapete, le feste delle Madonne sono la nostra tradizione più antica”

“Piacere sono Zi Giacomino”, si era presentato a tutti noi prendendo una sedia, e la aggiunse al nostro tavolo per sedersi.

“Buongiorno Zi Giacomino!” l’abbiamo salutato e accolto al nostro tavolo con la voglia di scoprire altro sulla festa e zittire Kama. In effetti lui se ne sapeva molto sulle feste dei paesi intorno a Somma Vesuviana. Sappiamo però che i vecchi sono coloro che più conservano la tradizione e sanno quasi tutto e sono sempre contenti di raccontare anche i dettagli.

“Lei è la nostra Madre, la Madonna delle Galline. Lei è una delle sette Madonne, che sono sorelle e figlie di Sant’Anna e San Gioacchino” così dicendo cominciò a nominare le altre sei Madonne.

Madonna delle galline altari sono ovunque pagani napoli
Immagine della madonna delle galline con i tamburi a Pagani nella provincia di Salerno a Napoli
  1. La Madonna dell’Arco di Sant’Anastasia
  2. La Madonna Pacchiana di Castello di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli
  3. La Madonna delle Galline di Pagani
  4. La Madonna dei Bagni di Scafati
  5. La Madonna dell’Avvocata di Maiori
  6. La Madonna di Materdomini di Nocera Superiore, in provincia di Salerno
  7. La Madonna di Montevergine, in provincia di Avellino

“Ora vi racconto della nostra Madonna delle galline

“Non perdete l’apertura delle porte del Santuario… Stanno per iniziare la cerimonia. Dovete trovare anche un posticino per osservare meglio, poiché c’è un sacco di gente” e così dicendo ci mostra una scorciatoia per arrivare al santuario.

I balconi erano decorati con fiori e nei cortili vedevamo i quadri raffiguranti la storia del Santuario. Non solo, in ogni cortile c’erano altari, che ospitavano le statue della Madonna circondata dai volatili, cioè candidi piccioni e galline.

“Permesso, permesso…. permesso” grazie alla parola magica siamo riusciti arrivare proprio davanti alla porta del Santuario superando proprio tutti. Sentivamo l’ansia dei fedeli e la voglia di battere il primo colpo sul tamburo che avevano in mano.

Si aprirono prima i cancelli di ferro davanti al Santuario e poi uscì un prete per spalancare i due portoni per far uscire la statua della Madonna e il clero poi si mise alla testa del corteo che sia andava formando.

La status della madonna viene portato in processione nei vicoli del paese

I fedeli iniziarono a urlare ancor prima dell’apertura delle porte recitando preghiere in vari dialetti vesuviani. I suonatori di tamburi cominciarono a battere colpi decisi sul tamburo per dare il ritmo a chi voleva scatenarsi con la tammurriata davanti alla statua. I bambini e altri che non avevano né uno strumento né le castagnette gettavano coriandoli e riso verso la statua.

Finalmente la statua della Madonna delle Galline era uscita per iniziare la processione nelle viuzze del paese. Durante la processione le vecchiette che non potevano seguire la processione a piedi si affacciavano ai balconi dei vicini per gettare riso, sempre commosse per la bellezza della statua, addobbata e vestita elegantemente.

Dopo la processione, inizia la vera festa. I fedeli si fermano in paese e ogni angolo del paese viene occupato dai suonatori di tammurriata e ballerini si scatenano come se non ci fosse domani. La fisarmonica armonizza e copre il suono dei colpi ormai deboli dei suonatori, sono ora un poco ubriachi.

I canti dei cantatori della festa

Chiunque si aggrega a ballare accede a vini e salumi caserecci offerti dagli organizzatori come  benvenuto. Varie paranze (i gruppi di suonatori) suonano per tutti quelli che vogliono festeggiare fino al tramonto.

Tante volte ho fatto questa domanda alla buonanima di  Zi Riccardo (il capo della nostra paranza). Bisogna essere campano per diventare un suonatore di tammurriata? “Devi essere solo una persona sensibile che riesce ad ascoltare gli altri. Se tu suoni senza osservare chi balla, loro non potranno seguire il ritmo scandito dai colpi  sul tamburo e armonizzare i loro passi. Se suoni senza ascoltare la fisarmonica, il tricchebalacche, le forbici e le fischietti, le gente non saprà come muoversi e ballare.” così mi rispose.

A un certo punto tutti eravamo alticci nonostante il nostro corpo richiedesse ancora cibo per l’anima… la tammurriata.

Luca Valente è un amico di Napoli che è  un buon suonatore di tammurriata. Ci conosciamo da un pezzo e ci vediamo durante le feste popolari per suonare e ballare, nel largo San Giovanni Maggiore Pignatelli davanti il famoso locale Kestè. Era sempre con la sua paranza e così ho avuto la fortuna di conoscere il capo suonatore del loro gruppo, Zi Totò. Davanti alle persone importanti in Campania si mette sempre il titolo di Zi, per il rispetto. C’era anche suo nipote Raffaele. Sono persone meravigliose e piene di umanità.

Su richiesta di Luca poi siamo stati ospiti di una famiglia di suonatori di Pagani. Ci accolsero a braccia aperte e cuori spalancati offrendoci vino, salumi, sott’oli cioè tutto e di più. Uno, due tre bicchieri di falanghina ci fecero scatenare e così anche noi fummo coinvolti nei festeggiamenti.

Chiunque passava davanti al quel basso entrava, sorseggiava un bicchiere di vino offerto dalla casa  e chi sapeva suonare suonava assieme al nucleo principale. Chi sapeva solo cantare si univa alle melodie degli altri cantatori.

Così passai un giorno memorabile della mia vita a Pagani durante la festa della Madonna delle Galline.

La festa Madonna delle Galline quest’anno avverrà con:

inizio – 26 Aprile

fine  – 29 Aprile

Pagani – Salerno