fbpx

Sign up to newsletter

Mon +39 3281771791

Mon – Sat 8.00 – 18.00

GO UP
Image Alt

Anuradhapura

L’antica capitale Anuradhapura

La città sacra di Anuradhapura fu fondato nel IV a.C. sulle rive del fiume Malwathu Oya. E’ il più affascinante nello Sri lanka- settentrionale. Il sito archeologico è molto vasto e si può visitare a piedi o in bici. Comprende una ricca collezione di meraviglie archeologiche: antichi laghetti e i templi in rovina costruiti durante i mille anni in cui Anuradhapura fu capitale dell’antico Sri Lanka.

buddhista worshiping samadhi statue Anuradhapura
Abhayagiriya Temple Anuradhapura

La nascita di Anuradhapura


La leggenda narra che il principe Vijaya fugì dall’india con la sua corte e si insediò sulla riva di Malvathu Oya. Anuradha, uno dei suoi commilitoni fondò un villaggio che nel tempo diventò una città. Il primo re dello Sri Lanka Pandukabhaya nel IV secolo a.C. in onore del suo fondatore, la chiamò con il nome attuale e ne fece il capitale del suo regno.

L’arrivo del buddismo


Durante il regno del re Devanampiya Tissa (247-207 a.C.) la città ha divenne un centro religioso importante. 

Il re costruì monasteri e l’università più importante per gli studi buddisti attirando monaci e studiosi da tutta l’Asia che venivano qui a studiare il buddismo Theravada.

Sangamitta Meheniya figlia dell’imperatore indiano Ashoka portò in quegli anni un ramo dell’albero sacro sotto il quale Siddhartha aveva raggiunto il nirvana.

Con lei arrivarono anche abilissimi artigiani che favorirono un virtuoso sviluppo nella lavorazione dei metalli, nell’agricoltura, nell’architettura e nella scultura.

Grazie alla loro conoscenza vennero costruiti templi, mura di protezione, ospedali, cimiteri, canali e laghi artificiali per raccogliere l’acqua durante la stagione monsonica da utilizzare durante la stagione secca.

I canali aiutavano a far scorrere l’acqua dove necessario e a impedire il ristagno dell’acqua e la proliferazione delle zanzare.

Si usava sono rinfrescare le case estendendo una pelle di bufala impregnata d’acqua sul tetto.

I secoli successivi


Presto la prosperità della città attirò l’interesse di mercanti dall’India, dalla Cina e dal Medio Oriente.

Nel I secolo a.C una delegazione mercantile da Anuradhapura venne accolta nella Roma dell’imperatore Claudio da Plinio il Vecchio.

Attirò però anche l’attenzione degli invasori indiani Chola che varie volta avevano tentato di invadere la capitale.

Anuradhapura cadde nel 993 quando il re chola Rajaraja la mise a ferro e fuoco, conquistando il nord dell’isola e spingendo i singalesi verso sud.

La città saccheggiata venne abbandonata alla giungla e a quelle comunità di monaci che resistettero per nove secoli a guardia del sacro Albero del Bodhi.

Le rovine di Anuradhapura hanno iniziato a rivedere poco a poco la luce solo nell’Ottocento, dopo che alcuni colonizzatori britannici si fecero incuriosire dalle storie che circolavano su di un’antica capitale.

Negli anni Cinquanta, a sud est dell’area archeologica, è sorta la cittadina moderna che oggi conta quasi 60.000 abitanti ed è capoluogo della North Central Province.

Nel 1982 Anuradhapura è stata proclamato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.

Consigli per visitare la città di Anuradhapura


L’area archeologica di Anuradhapura è suddivisa in 5 zone. Le distanze da una stupa all’altra sono lunghe e la bicicletta è un ottimo mezzo per spostarsi.

Se cerchi la comodità puoi visitarla anche in tuk-tuk o in auto. Il biglietto d’ingresso costa $25 ed è valido per tutta la giornata.

La biglietteria di trova vicino al Museo Archeologico dove è esposta una vasta collezione di reperti archeologici (vale la pena darci un’occhiata prima di iniziare la visita il sito di Anuradhapura).

Nel museo si trova una statua di Buddha seduto considerata la più antica dell’isola, una riproduzione di una dagoba in cui sono custodite le reliquie una particolare incisione a forma di una croce , (probabile testimonianza della presenza di una comunità  di cristiani persiani qui residenti intorno al VI sec.) e degli orinatoi in cui è rappresentata una divinità che getta denari nella turca.

.